Il Bonus mobili ed elettrodomestici 2025 rappresenta una delle agevolazioni fiscali più richieste dalle famiglie italiane che effettuano lavori di ristrutturazione. Con la circolare n. 8/E del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le regole aggiornate, introducendo importanti novità rispetto agli anni precedenti: tetto di spesa ridotto a 5.000 euro, detrazione del 50% ripartita in 10 anni e requisiti più stringenti per accedere al beneficio.
In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona il Bonus mobili 2025, chi può richiederlo, quali spese sono ammesse e come ottenere correttamente la detrazione nella dichiarazione dei redditi.
Cos’è il Bonus mobili 2025
Il Bonus mobili è una detrazione Irpef pensata per incentivare l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi destinati ad arredare immobili oggetto di ristrutturazione edilizia.
In pratica, se si effettua un intervento di ristrutturazione e si acquistano arredi o grandi elettrodomestici, è possibile detrarre il 50% della spesa sostenuta dall’imposta sul reddito delle persone fisiche.
La novità del 2025 è che il tetto massimo di spesa detraibile scende a 5.000 euro per unità immobiliare, rispetto ai 8.000 euro previsti nel 2024 e ai 10.000 euro degli anni precedenti.
Come funziona la detrazione
La detrazione del 50% si applica sulle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, fino a un massimo di 5.000 euro per immobile.
- L’importo riconosciuto viene ripartito in 10 quote annuali di pari importo.
- La detrazione spetta solo al contribuente che ha sostenuto la spesa e che è intestatario delle fatture e dei pagamenti.
- È obbligatorio effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili (bonifico parlante, carta di debito o credito).
Quali spese rientrano nel Bonus mobili 2025
Secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate, rientrano nell’agevolazione:
- Mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione.
- Elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura elettrici, stufe elettriche, forni a microonde.
Gli elettrodomestici devono appartenere a una classe energetica non inferiore ad A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori.
Sono escluse le spese per porte, pavimentazioni, tende e complementi d’arredo non considerati mobili.
Requisiti per accedere al Bonus mobili
Il Bonus mobili 2025 può essere richiesto solo da chi effettua interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto.
Tra gli interventi validi ci sono:
- manutenzione straordinaria,
- restauro e risanamento conservativo,
- ristrutturazione edilizia,
- ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi.
La semplice manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura o sostituzione di pavimenti) non dà diritto al beneficio, se non quando riguarda parti comuni di edifici condominiali.
Documentazione da conservare
Per non rischiare di perdere la detrazione, è fondamentale conservare:
- ricevute dei bonifici parlanti o estratti conto per i pagamenti con carta,
- fatture o scontrini parlanti che indichino la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati,
- eventuali documenti che attestino la data di inizio lavori di ristrutturazione.
Questa documentazione potrà essere richiesta dall’Agenzia delle Entrate in caso di controlli.
Bonus mobili 2025 e dichiarazione dei redditi
La detrazione del 50% viene inserita direttamente nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) e ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Affidarsi a un CAF è la scelta più sicura per:
- inserire correttamente i dati nella dichiarazione,
- calcolare la quota annua spettante,
- evitare errori che potrebbero comportare la perdita della detrazione.
Conclusioni
Il Bonus mobili 2025 rimane un’agevolazione molto vantaggiosa per chi ristruttura casa e vuole arredarla con mobili ed elettrodomestici nuovi. Tuttavia, le novità introdotte dall’Agenzia delle Entrate – tetto di spesa ridotto a 5.000 euro, detrazione in 10 anni e requisiti specifici – rendono ancora più importante conoscere le regole e conservare tutta la documentazione necessaria.
Chi vuole sfruttare al massimo questa opportunità fiscale può rivolgersi al CAF per ottenere assistenza nella gestione della pratica e nella compilazione della dichiarazione dei redditi.